Author: mauro

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Totem ha le gambe di Chaplin, storte come parentesi piantate su due piedi a papera che sciabattano verso l'esterno a ogni passo, la schiena curva e le braccia incorciate dietro, una mano che tiene delicatamente l'avambraccio. Gli occhiali tondi di Ghandi, capelli e barba lunghi....

I Dome, alimentati a fuoco etilico, fanno a gara a chi col proprio bastone di bambù, verdissimo sotto le mani e nero all’estremità, riesce per primo a fracassare ciò che resta di una vita fino a vederne uscire gli intestini, gonfiarsi come una membrana di sapone...

La mano estranea pesca un pizzico di polvere, sale lentamente verso il mio viso e il gesto tanto atteso non è nient’altro che una lenta, amorevole carezza. ...

È un po’ lunga vi avverto. Ma questo è, chissenefrega, c’è bisogno di autoterapia da polpastrelli su tasti. È che volevo scrivere dei due giorni tra Saidpur e Ghazipur, di quello che mi è passato davanti agli occhi e dentro il cuore, delle notti nel nulla,...

Disclaimer: questo post fa un po’ schifo, se siete sensibili ci sentiamo alla prossima. Scrivo queste parole con la lampada frontale di decathlon a intensità media fissata in testa, un faro notturno di aiuto per le decine di piccole e  lente zanzare che sorvolano la mia...

Sono convinto ci siano solo due modi, forse tre, per descrivere in un diario Varanasi, India. Primo: wikistyle: Varanasi (hindi वाराणसी, Vārāṇasī, nota anche come Benares, o Banaras, Benaras, Kashi e Kasi) è una suddivisione dell'India, classificata come municipal corporation, di 3.682.194 abitanti. È una delle più antiche agglomerazioni urbane del mondo essendo abitata da circa...

“Mauro il Fotografo”, una figurina Panini  nel risvolto cucito del mio cuore, incollato a un hard disk nuovo, memoria ssd, stato solido di vuoti da riempire con dati che saranno immagini. Le partenze di fine Febbraio, come due anni fa, per il sud America. Faceva più...

Donetsk è pericolosa e lo percepiamo nel momento in cui ci avviciniamo alla sua periferia. È buia, enorme, triste. Lo skyline della città è uno dei più strambi che abbia mai visto: un alternarsi su e giù di grattacieli sovietici e comignoli di fabbriche. Carbone, questo è...

Kharkiv è una linea di luce gialla all'orizzonte, sfocata, irregolare. Ho il piede destro piantato nel radiatore da ore e ciò che vediamo sembra un miraggio traballante. Il fondoschiena mi comunica che c'è qualcosa che non va, qualcosa è cambiato. Ah, ok, è il manto stradale...