ukraine Tag

  • All
  • Ukraine
  • Gange

Donetsk è pericolosa e lo percepiamo nel momento in cui ci avviciniamo alla sua periferia. È buia, enorme, triste. Lo skyline della città è uno dei più strambi che abbia mai visto: un alternarsi su e giù di grattacieli sovietici e comignoli di fabbriche. Carbone, questo è...

Kharkiv è una linea di luce gialla all'orizzonte, sfocata, irregolare. Ho il piede destro piantato nel radiatore da ore e ciò che vediamo sembra un miraggio traballante. Il fondoschiena mi comunica che c'è qualcosa che non va, qualcosa è cambiato. Ah, ok, è il manto stradale...

Mi butto alle spalle Lviv e mi prendo due giorni di tempo. Non scrivo, non penso, guardo e "lascio che le cose mi portino altrove", come cantava il Castoldi. Le corde strette del lavoro da Clark Kent torinese mi stringono il collo, mi ricordano che non ho...

Sento ancora l'odore della resina dei pini, i tornanti perfettamente raggiati tra l'erba bassa. Stavamo per arrivare a Flagstaff, un coltello gelido e verticale tra Arizona e New Mexico. Alex mi guarda, ha un sorriso sornione: "Dammi la macchina fotografica piccola, 'vecio!". Giorni dopo scoprii che...

Day 6 - Kiev - Rivne Timor mi aspetta nel ristorante italiano più scic della città, l' OK Bar. Due piani, arredati quasi con gusto, una terrazza e la cucina a vista. Mi siedo, saluto l'interprete. Subito un pinguino mi fa una domanda spiazzante: "vino,...

Mentre satelliti in triangolazione orbitale segnalano 100mila soldati russi in assembramento oltre il confine est, mi sono perso nel cuore del mercato di Petrivka. Cercavo un kebab di carne di pollo e invece ho trovato una pista da seguire che, se andasse in porto, mi condurrebbe in...

La seconda notte di sonno incerto mi fa muovere i primi passi verso Maidan con la grazia di un sovrappeso americano in coda al KFC. Sono sfatto e ho dimenticato lo shampoo nella doccia. Il crocicchio della rivolta ha dormito nelle tende come negli ultimi tre mesi,...

  Sarà a causa delle casse inglobate nel legno di abete di questo piccolo bar sotto l'ostello, ma penso a Berlino, questa robaccia minimale comincia a farmi pensare alle distanze incolmabili tra est e ovest. E penso alla mia Budapest, al guardare con occhi rossi di speranza...

Ho dormito profondamente e mi sono svegliato prima del suono legnoso dell'allarme sul comodino, vibrazione e rumore combinati in un unico ricordo che odora di cherosene e passaporti. Una sensazione continua di gioia mista ad ansia, con quelle ragnatele che ti tengono legato alla tua tana;...